Caldo pellet e risparmi

Ovvero chi ben comincia è a metà dell’opera

Ringalluzzito dai giorni di sole che si affacciano a Gennaio pensi già alla primavera incombente?

Non sei solo, anche se è meglio non cantare vittoria troppo presto: l’inverno non è ancora finito e tu fai bene a tenerti stretto le tue scorte di pellet (con quel che costa!). Avrai notato infatti come il costo del pellet non sia fisso…anzi!

E’ bene ricordare che le quotazioni del pellet possono essere imprevedibili, essendo condizionate da diversi fattori climatici (le temperature medie nei mesi più freddi) e dai costi dei carburanti fossili concorrenti, in particolare il metano. Ad esempio, se l’inverno è molto freddo e il metano diventa più caro, il consumo di pellet potrebbe aumentare, con la conseguenza di farne salire il costo.

L’Italia è il primo paese al mondo per consumo di pellet per il riscaldamento, con più di 3,3 milioni di tonnellate, di cui la maggior parte utilizzate a livello domestico. La produzione nazionale di pellet, evidenziano poi le statistiche di AIEL- l’Associazione Italiana Energie Agroforestali, è attestata intorno alle 400-500.000 tonnellate/anno. Al nostro Paese, quindi, spetta il ruolo di principale importatore europeo di pellet, con Austria, Croazia e Germania che figurano tra i maggiori fornitori.

Ricordiamoci che i nostri attuali fornitori di pellet stanno aumentando loro stessi il proprio consumo interno (paesi dell’Europa dell’Est compresi) …con la conseguenza di avere meno pellet disponibile per l’Italia, o perlomeno averlo disponibile ma ad un prezzo maggiore.

E io che avevo preso la stufa a pellet per risparmiare dopo la stangata presa l’anno scorso riscaldandomi solo a metano??!! Che faccio?!

Eh…

Come risparmiare sul pellet.

Il consiglio, quindi, per chi ha la possibilità di stoccare il combustibile per tutto l’inverno, se non l’ha già fatto per approfittare dei prezzi estivi solitamente più convenienti, è acquistare in periodo prestagionale (da Aprile Maggio ad esempio) un intero bancale di pellet, che di norma comprende 65-70 sacchi da 15 kg.

Il vantaggio, oltre a spuntare un prezzo più competitivo, è la sicurezza di avere il materiale e poterlo stoccare presso di sé, pronto per l’utilizzo.

Altro input su come risparmiare? Oltre all’acquisto precoce ti consigliamo di provare un po’ di tipi di pellet in questo periodo: potrai trovarne di diversa qualità e soprattutto di diverso costo. Non è detto che un pellet di una marca meno conosciuta non sia un ottimo combustibile per la tua stufa. Ricorda: il binomio pellet e stufa è un’accoppiata unica, da provare per vedere se si addice alla tua situazione specifica: che stufa hai, che ambiente devi scaldare, quante volte a settimana la devi/vuoi pulire, etc…

E’ vero che un combustibile green come il pellet e impianti di nuova generazione garantiscono percentuali di efficienza molto alte e un impatto sull’ambiente particolarmente contenuto.

Cose ancor più vere se ci approvvigioniamo di un pellet fatto nei dintorni del luogo di produzione e soprattutto fatto senza abbattere alberi, ma riutilizzando scarti puliti selezionati (che è poi il motivo principe per cui sono nati i pellet, riutilizzare in modo ecologico ed economico gli scarti!). Al momento infatti la maggior parte del pellet è fatto abbattendo alberi, ma sempre più si sta evolvendo il settore dell’agripellet, cioè pellet fatto da scarti di materiali agricoli lignocellulosici.

Intanto, se vuoi provare un pellet fatto in Emilia Romagna senza abbattere alberi, puoi ordinare la versione solo legno o legno e caffè qui.

Qualunque strada prenderai, ricorda che hai potere di scelta : le tue azioni fanno la differenza. E più saremo a ricordarcelo e a riappropriarci di questa responsabilità e questo potere che abbiamo, meglio sarà. Come un breve ed economico video sul costo delle nostre azioni può ricordarci.

Ti aspettiamo,

Fonti:

www.infobuildenergia.it

www.qualenergia.it