Workshop Economia Circolare

Non  semplici prodotti, ma strumenti per diffondere idee sostenibili.

Perché dovrei introdurre pratiche di Economia Circolare nella mia azienda?

Recentemente abbiamo partecipato al Workshop di Confindustria “Management e imprese alla sfida dell’Economia Circolare”.

Proprio perché la nostra attività si basa sull’Economia Circolare e a conti fatti può beneficiarne qualsiasi industria, siamo andati a sentire un altro punto di vista e ad imparare, perché in fondo nella vita o si cresce (intermini di apprendimento) o si inizia a morire.

Il workshop itinerante spazia su diversi argomenti e abbiamo particolarmente apprezzato il focus in cui evidenzia cosa c’è da sapere per “chiudere il cerchio” , le opportunità e i vantaggi che ‘porta’ l’Economia Circolare e i nuovi modelli di business “circolari”.

Non si tratta infatti “solo” di gestire meglio i propri scarti, ma è un’occasione per rivedere il nostro modo di essere e di pensare. Come in una dieta, non si tratta solo di contare le calorie per dimagrire, ma piuttosto è l’occasione per ripensare al nostro modo di alimentarci e di vivere, in modo da assicurarci una vita piena (emotivamente e fisicamente) senza rinunce, ma godendo appieno di ciò che abbiamo. Se al posto di un caffè al giorno con 3 cucchiai di zucchero ne prendiamo 1 (molto buono) senza zucchero, a fine mese avremo imparato ad apprezzare il vero caffè e potremo stringere un buco della cintura!

Decisamente l’approccio che consideriamo win-win, invece della logica della privazione. Lavorare meglio, non di più. Godersi i frutti di tutto il nostro lavoro, soprattutto se lavoriamo “bene” per noi e per il territorio in cui siamo.

Ecco allora che in primis serve comunicare ciò che l’azienda già fa (per tradizione o abitudine) sull’efficienza, il risparmio e la tutela ambientale nelle attività giornaliere . Il rapporto Greenitaly  infatti evidenzia come le aziende italiane siano ben piazzate su queste tematiche e come di fatto gli obiettivi ambientali SONO obiettivi industriali perché migliorano le performance economiche, sociali e ambientali: tutti aspetti che l’azienda considera come fattori di competitività. Hai mai considerato questo punto di vista?

Cosa fai già ora in azienda che può essere letto in quest’ottica e condiviso con il tuo target?

Ci sono poi  barriere burocratiche da abbattere; è vero, ma cominciamo col concentrarci su ciò che dipende da noi: favorire lo scambio con aziende “vicine” (se non per territorio, per valori) , innalzare la capacità impiantistica virtuosa e/o le pratiche green al nostro interno, scegliendo anche fornitori che lavorino con noi per creare la soluzione green che vogliamo, se non già disponibile.

Guarda caso è uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 (SDG12 Consumo e produzione responsabili) : è fondamentale capire come ci rapportiamo con l’ambiente che ci circonda e migliorare le nostre performance (a volte senza cambiare ciò che facciamo, ma solo cambiando la destinazione di ciò che abbiamo),  anche solo l’1% ogni giorno/settimana/mese,  ci porta ad ottenere molti più risultati nel lungo periodo.

Il punto è proprio questo: tu che orizzonte temporale hai? Qual è la tua ottica? Spendere meno oggi o essere ancora sul mercato domani?

E ricordiamoci che c’è un articolo di legge che ribadisce il principio di Responsabilità estesa del Produttore (EPR, art.178-bis D.Lgs.152/06) : il produttore di un dato rifiuto è tenuto ad occuparsi anche del fine vita dello stesso.

L’obiettivo di tale strumento è, in buona sostanza, fare in modo che il produttore si faccia carico dei costi ambientali generati dai propri manufatti e si senta incentivato a ricorrere a una produzione più virtuosa in grado di generare meno costi a fine vita (riciclo e riutilizzo). Per ora più un principio che altro, ma dobbiamo ricordarci che Il parlamento Europeo ha inserito l’EPR tra i principali strumenti di promozione al passaggio verso l’economia circolare.

Un miglioramento delle performance ambientali porta inevitabilmente ad un aumento del valore del brand e ad un aumento del valore per gli stakeholders.

Ancora meglio, cambia la nostra mentalità: e da lì si schiude un nuovo percorso di scoperta, dove siamo in grado di vedere ogni scarto come l’inizio di un nuovo percorso, invece che come attività che non generano valore. Ci servono attori nella filiera che siano in grado di coordinare, accompagnare in questo nuovo mondo : un’opportunità da afferrare per primi.